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Drammaturgia musicale - [A-Z]
Musical dramaturgy - [A-Z]

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EMILIO SALA , responsabile dell'insegnamento

CdL in SCIENZE FILOSOFICHE (Classe LM-78) . - Laurea Magistrale - 2016/2017

Insegnamento obbligatorioNo
Anno di corso
Periodo di svolgimentoprimo semestre
Settori scientifico disciplinari
  • L-ART/07 - Musicologia e storia della musica
Crediti (CFU) obbligatori6
Crediti (CFU) facoltativi3

Informazioni generali

Obiettivi dell'insegnamento: Il corso si propone da una parte di illustrare il metodo della drammaturgia musicale (il modo in cui la musica può svolgere una funzione drammaturgica in diversi contesti) e dall'altra di proporre un caso di studio specifico (L'elisir d'amore di Donizetti) da analizzare e interpretare non tanto in sé quanto piuttosto in diversi ambiti mediatici: video di spettacoli dal vivo, televisione, cinema, ecc.

Programma

Modalità di esame, prerequisiti, esami propedeutici

Esame in un'unica volta o suddiviso in partiunico
Modalità di accertamento conoscenzeEsame
Giudiziovoto verbalizzato in trentesimi

Prerequisiti e modalità di esame Esame orale. La prova consiste in un colloquio sugli argomenti, sui testi e sui film compresi nel programma, volto ad accertare il grado di preparazione degli studenti. La frequenza, benché non obbligatoria, è fortemente consigliata.

Organizzazione della didattica

Settori e relativi crediti

  • Settore:L-ART/07 - Musicologia e storia della musica - Crediti: 9
Attività didattiche previste

Lezioni: 60 ore

Unita' didattica A

obbligatorio

Settori e relativi crediti

  • Settore:L-ART/07 - Musicologia e storia della musica - Crediti: 3
Attività didattiche previste

Lezioni: 20 ore

Unita' didattica B

obbligatorio

Settori e relativi crediti

  • Settore:L-ART/07 - Musicologia e storia della musica - Crediti: 3
Attività didattiche previste

Lezioni: 20 ore

Unita' didattica C

facoltativo

Settori e relativi crediti

  • Settore:L-ART/07 - Musicologia e storia della musica - Crediti: 3
Attività didattiche previste

Lezioni: 20 ore

Ricevimento docenti

Orario di ricevimento Docenti
DocenteOrario di ricevimentoLuogo di ricevimento
EMILIO SALA , responsabile dell'insegnamentoMercoledì 16.30-19.30 - il ricevimento del 14 novembre è sospesoVia Noto 6 (in dipartimento)

Programma d'esame

Argomento del corso: Drammaturgia musicale di Fellini-Rota

PRESENTAZIONE DEL CORSO
Il corso si occuperà da una parte di presentare alcune linee-guida di carattere metodologico e storico-critico riguardanti l’approccio drammaturgico alla musica per film (unità didattica A), dall’altra si concentrerà sul caso particolare (e celeberrimo) della collaborazione tra il regista Federico Fellini e il compositore Nino Rota indagandolo prima dal punto di vista generale (unità didattica B) e poi attraverso l’analisi musicale e audiovisiva di alcuni suoi film (unità didattica C).

PROGRAMMA E BIBLIOGRAFIA (FREQUENTANTI E NON FREQUENTANTI)
Le indicazioni bibliografiche che seguono sono complementari agli appunti delle lezioni che vanno dunque intesi come parte integrante del programma. Gli studenti non frequentanti sostituiranno gli appunti con le integrazioni che si trovano alla fine di ogni unità didattica. I testi preceduti da un asterisco saranno raccolti a mo’ di dispensa e disponibili su Ariel.

UNITÀ DIDATTICA A
A1) Per una definizione preliminare e generale del campo della “drammaturgia musicale”, si veda il seguente saggio:
- *Emilio Sala, La drammaturgia musicale come metodo, in Teatro e musica, a cura di Alessio Ramerino, Roma, Bulzoni (Quaderni di Gargnano), 2015, pp. 15-19.
A2) Per affrontare la drammaturgia musicale come metodo è importante acquisire alcune nozioni di semantica e di retorica della musica. Per un’introduzione a tale campo, propongo in primo luogo lo studio di questi due contributi di ambito operistico (il primo è di impostazione teorica, il secondo è un lavoro di tipo applicativo):
- *Marco Beghelli, Figure e musemi e Scheda n. 3, in La retorica del rituale nel melodramma ottocentesco, Parma, Istituto nazionale di studi verdiani, 2003, pp. 57-63 e 507-512 (mi raccomando di capire bene la differenza tra i Leitmotive e i topoi a p. 61);
- *Frits Noske, The Signifier and the Signified. Studies on Operas of Mozart and Verdi (1977), trad. it. Dentro l’opera. Struttura e figura nei drammi musicali di Mozart e Verdi, Venezia, Marsilio, 1993, pp. 193-232 (cap. intitolato La figurazione musicale della morte).
In secondo luogo, propongo uno studio che si occupa di un topic musical-sonoro nel contesto audiovisivo:
- Maurizio Corbella, New Topoi Through Electroacoustic Sound: The Alienated Condition in Italian Auteur Cinema of the 1960s, in Proceedings of the International Conference on Music Semiotics.
In memory of Raymond Monelle, ed. by Nearchos Panos et alii [atti del convegno internazionale:
University of Edinburgh, 26-28 October 2012], Edinbourgh, IPMDS, 2013, pp. 383-393 (scaricabile on line a questo indirizzo: https://sites.eca.ed.ac.uk/edmusemiotics/files/2014/02/ICMS_MRM-Publication.pdf).
A3) Un altro campo vicinissimo a quello della drammaturgia musicale è quello narratologico. Anzi, nella nostra prospettiva, la drammaturgia musicale presuppone la semantica-retorica musicali e comprende la narratologia musicale. Per un’introduzione all’approccio narratologico, propongo lo studio di questi due contributi (ancora di ambito operistico):
- *Carl Dahlhaus, Le strutture temporali nel teatro d’opera, in La drammaturgia musicale, a cura di Lorenzo Bianconi, Bologna, Il Mulino, 1986, pp. 183-193;
- *Luca Zoppelli, L’opera come racconto. Modi narrativi nel teatro musicale, Venezia, Marsilio, 1994, pp. 11-24 (Raccontare e rappresentare), 77-91 (Il soggetto penetrato), 93-107 (Timbro puro ed evento psichico) e 123-132 (Ambiente e percezione dello spazio).
A4) Per quanto riguarda la drammaturgia musicale nell’ambito cinematografico e audiovisivo, di cui abbiamo anticipato un articolo presente nella sezione A2, essa verrà affrontata facendo riferimento a due testi fondamentali:
- Michel Chion, L’audiovision. Son et image au cinéma (1990), trad. it. L’audiovisione. Suono e immagine nel cinema, Torino, Lindau, 2001, fino a p. 84: solo i primi quattro capitoli.
- *James Buhler and David Neumeyer, Hearing the Movies, Oxford, Oxford University Press, 20152, pp. 56-87 (chapter 3 : Music, Sound, Space, and Time. Concepts and Terminology).
A5) Uno dei fenomeni più caratteristici della musica per film è il ri-uso (più o meno manipolato) di musica preesistente sia di ambito colto sia di ambito popolare. Per un inquadramento generale di questa prassi, che potrebbe apparire apparentemente in contrasto con una prospettiva di tipo drammaturgico, si vedano due capitoli di questo libro:
- *Mervyn Cooke, A History of Film Music, Cambridge, Cambridge University Press, 2008, pp. 396-421 (Popular Music in the Cinema) e 422-453 (Classical music in the Cinema).
Integrazioni per i non frequentanti:
I due contributi che seguono propongono un approfondimento sull’uso del tematismo e dei Leitmotive nel cinema:
- *Roberto Calabretto, Lo schermo sonoro. La musica per film, Venezia, Marsilio, 2010, pp. 103-123 (titoli delle sezioni da studiare: Comporre scrivendo temi, Temi “à la manière de…”, Presenze tematiche, La variazione, L’“immobilità dinamica”);
- *Peter Larsen, From Bayreuth to Los Angeles: Classical Hollywood Music and the Leitmotif Technique, in Le son en perspective: nouvelles recherches / New Perpectives in Sound Studies, edited by Dominique Nasta et alii, Bruxelles, P. Lang, 2004, pp. 185-197.

UNITÀ DIDATTICA B
B1) Sulla tendenza “mimetica”, tipica di Rota e della sua musica (per film e non), si vedano questi due contributi: - *Richard Dyer, Nino Rota: Music, Film, and Feeling, London, Macmillan-BFI, 2010, pp. 4-19 (solo il primo capitolo intitolato Tales of Plagiarism and Pastiche) + 183-184 (note).
- *Emilio Sala, “I due timidi” di Nino Rota. Un’opera intermediale a cavallo tra radio, cinema, teatro e televisione, in Nino Rota: un timido protagonista del Novecento musicale, a cura di Francesco Lombardi, Torino, EDT, 2012, pp. 125-148.
B2) Sulle musiche per film di Nino Rota prima della sua collaborazione con Federico Fellini, si veda questo articolo: - *Antonio Ferrara, Rota e i suoi primi film: canzoni, pastiche e leitmotiv, in L’altro Novecento di Nino Rota, a cura di Daniela Tortora, Napoli, Edizioni del Conservatorio di musica San Pietro a Maiella, 2014, pp. 271-301.
B3) Due temi importanti nella drammaturgia musicale di Fellini-Rota: “musica come personaggio” e “music as salvation”:
- *Claudia Gorbman, Music as Salvation: Notes on Fellini and Rota, in Film Quarterly, XXVIII/2, Winter 1974-1975, pp. 17-25: articolo scaricabile dalla piattaforma JStor (risorse digitali dell’ateneo).
- *Sergio Miceli, Musica e cinema nella cultura del Novecento, Milano, Bulzoni, 2000, pp. 333-393 (capitolo Fellini e la musica come personaggio: 1952-1963).
NB. Vista l’importanza che Le notti di Cabiria (1957) e La strada (1954) assumono nei saggi della Gorbman e di Miceli, gli studenti devono guardare e ascoltare con particolare attenzione questi due film. Colgo l’occasione per sollecitare tutti a prendere la massima dimestichezza con il mondo filmico-musicale di Rota e di Fellini-Rota integrando lo studio con la visione dei film analizzati nei testi in programma.
Integrazioni per i non frequentanti:
I due capitoli che seguono (strettamente connessi con quello compreso nella sezione B3), intendono fornire un panorama storico e un’introduzione di carattere monografico alla collaborazione tra Fellini e Rota:
- *Sergio Miceli, Musica e cinema nella cultura del Novecento, Milano, Bulzoni, 2010, pp. 315-331 (capitolo Profilo di Nino Rota: dalla “radiogenia” al cinema), pp. 395-461 (capitolo Da “Giulietta degli spiriti” a “Prova d’orchestra”: 1965-1979).
Il seguente capitolo, tratto da un libro che si occupa di Fellini dal punto di vista della “auteur theory”, vuole aprire una finestra dedicata alla “maniera felliniana” (affrontata in termini puramente filmologici): - *John Stubbs, Federico Fellini as Auteur: Seven Aspects of his Films, Carbondale: Southern Illinois University Press, 2006, pp. 1-36 (capitolo intitolato Fellini’s Manner: The Open Form and the Style of Excess) + 256-259 (note).

UNITÀ DIDATTICA C
Pur essendo l’universo filmico felliniano (così come quello musicale rotiano) fortemente integrato, nella terza unità didattica ci concentreremo sull’analisi musicale e audiovisiva di tre singoli film: La dolce vita (1960), Fellini-Satyricon (1969) e Casanova (1976) che andranno guardati e ascoltati con la massima attenzione.
C1) Per La dolce vita:
- *Emilio Sala, ‘Déjà entendu’, ‘trompe-l’oreille’ e altri travestimenti nelle musiche di Nino Rota per “La dolce vita”, testo in corso di stampa che verrà fornito agli studenti a mo’ di dispensa;
C2) Per il Fellini-Satyricon:
- *Emilio Sala, “Qualcosa di arcaico e di modernissimo allo tempo stesso”. Primi appunti sulle musiche di Nino Rota per il “Fellini-Satyricon”, in Fellini-Satyricon. L’immaginario dell’antico, a cura di Raffaele De Berti et alii, Milano, Cisalpino, 2009, pp. 93-108.
- *Emilio Sala, Musica originale e ri-uso musicale nel paesaggio sonoro (a cura) di Nino Rota per il “Fellini-Satyricon”, testo in corso di stampa che verrà fornito agli studenti a mo’ di dispensa.
C3) Per il Casanova:
- *Simone Perugini, Nino Rota e le musiche per il “Casanova” di Federico Fellini, Cantalupo in Sabina (RI), Edizioni Sabinae, 2009.

Integrazioni per i non frequentanti:
I tre articoli proposti affrontano i tre film analizzati dal punto di vista filmologico (senza riferimenti alla componente musicale e sonora):
- *Tomaso Subini, La lagrimetta contesa nel finale de “La dolce vita”, in Federico Fellini. Analisi di film: possibili letture, a cura di Raffaele De Berti, Milano, McGrow-Hill, 2006, pp. 49-74.
- *Raffaele De Berti, Riflessi di Fellini-Satyricon nella stampa periodica illustrata contemporanea, in Fellini-Satyricon. L’immaginario dell’antico, a cura di Raffaele De Berti et alii, Milano, Cisalpino, 2009, pp. 253-299.
- *Giuseppe Imperatore, L’ombra del seduttore. Il “Casanova” di Federico Fellini o il fallimento dell’avventura, in Federico Fellini. Analisi di film: possibili letture, a cura di Raffaele De Berti, Milano, McGrow-Hill, 2006, pp. 163-185.

05/08/2016