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Economia e storia della globalizzazione - [A-Z]
Economics and history of globalization - [A-Z]

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VERONICA RONCHI , responsabile dell'insegnamento

CdL in STORIA (Classe L-42) Immatricolati dall'a.a. 2014/2015 - Laurea - 2016/2017

Insegnamento obbligatorioNo
Anno di corso
Periodo di svolgimentoprimo semestre
Settori scientifico disciplinari
  • SECS-P/12 - Storia economica
Crediti (CFU) obbligatori6
Crediti (CFU) facoltativi3

Programma

Modalità di esame, prerequisiti, esami propedeutici

Esame in un'unica volta o suddiviso in partiunico
Modalità di accertamento conoscenzeEsame
Giudiziovoto verbalizzato in trentesimi

Prerequisiti e modalità di esame Orale: L'esame consiste in un colloquio di verifica della comprensione degli argomenti storico-economici di tutto il programma del corso.

Esami propedeutici:

Organizzazione della didattica

Settori e relativi crediti

  • Settore:SECS-P/12 - Storia economica - Crediti: 9
Attività didattiche previste

Lezioni: 60 ore

Unita' didattica A

obbligatorio

Settori e relativi crediti

  • Settore:SECS-P/12 - Storia economica - Crediti: 3
Attività didattiche previste

Lezioni: 20 ore

Unita' didattica B

obbligatorio

Settori e relativi crediti

  • Settore:SECS-P/12 - Storia economica - Crediti: 3
Attività didattiche previste

Lezioni: 20 ore

Unita' didattica C

facoltativo

Settori e relativi crediti

  • Settore:SECS-P/12 - Storia economica - Crediti: 3
Attività didattiche previste

Lezioni: 20 ore

Ricevimento docenti

Orario di ricevimento Docenti
DocenteOrario di ricevimentoLuogo di ricevimento
VERONICA RONCHI , responsabile dell'insegnamentosolo su appuntamento scrivendo a veronica.ronchi@unimi.itStudio A7 - settore A - 2 piano - sottotetto.

Programma d'esame

Argomento del corso: L’economia italiana nel contesto globale

PROGRAMMA FREQUENTANTI

UNITÀ DIDATTICA A
ECONOMIA E STORIA DELLA GLOBALIZZAZIONE
UNITÀ DIDATTICA B
IL SISTEMA ECONOMICO ITALIANO IN RELAZIONE AI CAPITALISMI GLOBALI
UNITÀ DIDATTICA C
LIMITI E PROSPETTIVE DELL’ECONOMIA ITALIANA
UNITÀ DIDATTICA D

Programma per studenti FREQUENTANTI (9 CFU):

Marcello Flores, Il secolo mondo. Storia del Novecento II. 1945-2000, il Mulino, Bologna, 2002
Veronica Ronchi, Voci del capitalismo, Mimesis, Milano, 2014
Sandro Trento, Storia del capitalismo italiano, Il Mulino, Bologna, 2012

Programma per studenti FREQUENTANTI (6 CFU):
Marcello Flores, Il secolo mondo. Storia del Novecento II. 1945-2000, il Mulino, Bologna, 2002
Veronica Ronchi, Voci del capitalismo, Mimesis, Milano, 2014

PROGRAMMA NON FREQUENTANTI

UNITÀ DIDATTICA A
CHE COS’É LA GLOBALIZZAZIONE
UNITÀ DIDATTICA B
STORIA DELLA GLOBALIZZAZIONE
UNITÀ DIDATTICA C
Il CAPITALISMO ITALIANO
UNITÀ DIDATTICA D

Programma per studenti NON FREQUENTANTI (9 CFU):
Jürgen Osterhammel, Niels P. Petersson, Storia della globalizzazione. Dimensioni, processi, epoche, Bologna, Il Mulino, 2005 (in alternativa in lingua inglese William R. Nester, Globalization: a short history of the modern world, New York, Palgrave Macmillan, 2010)
Marcello Flores, Il secolo mondo. Storia del Novecento II. 1945-2000, il Mulino, Bologna, 2002
Veronica Ronchi, Voci del capitalismo, Mimesis, Milano, 2014
Sandro Trento, Storia del capitalismo italiano, Il Mulino, Bologna, 2012

Programma per studenti NON FREQUENTANTI (6 CFU):
Marcello Flores, Il secolo mondo. Storia del Novecento II. 1945-2000, il Mulino, Bologna, 2002
Veronica Ronchi, Voci del capitalismo, Mimesis, Milano, 2014
Sandro Trento, Storia del capitalismo italiano, Il Mulino, Bologna, 2012

Non si forniscono via email le informazioni che possono essere tratte da questo programma.

OBIETTIVI
Il corso si propone, all’interno dell’analisi della storia della globalizzazione, di individuare le caratteristiche del capitalismo italiano e i suoi punti di forza e di debolezza. Esistono dei «caratteri originari» del nostro capitalismo? E quali sono? Intorno a questi interrogativi il corso vuole individuare un punto di focalizzazione negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale. In quella fase si presentò l'opportunità di un disegno di vasta portata, che cercasse di superare i vincoli e le asfissie del passato: la debolezza della nostra borghesia imprenditrice, la gracilità dei fattori sostitutivi dell'accumulazione originaria, la specificità di un capitalismo che ha cominciato a individuare lo Stato tra i soggetti proprietari dello sviluppo. La soluzione che venne adottata fu in sé contraddittoria. Si verificò in quegli anni uno strano «compromesso senza riforme», che puntò da un lato al rafforzamento dei tradizionali gruppi di comando della esile borghesia nazionale, e dall'altro all'espansione di uno «Stato imprenditore». E gli strumenti prescelti per simili politiche furono caratterizzati da un connotato essenziale: la «straordinarietà». La soluzione data in quegli anni, in termini di regole del gioco, di riconoscimento dei soggetti interlocutori, di assetti di potere, di predominio di famiglie e di gruppi, ha segnato in modo significativo tutto il resto della parabola. Sarà soltanto sul finire degli anni ottanta, con molte resistenze e sotto la spinta dell'integrazione europea, della globalizzazione dei mercati e degli stessi costi delle scelte compiute, che si avvieranno processi di revisione in grado di porre in discussione i precedenti assetti. Ma si tratterà di una transizione faticosa e difficile, incerta e ancora per molti versi inconclusa.

03/08/2016